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Il triathlon per i principianti (cosa serve per iniziare cap. II): il ciclismo

L’atroce dubbio che normalmente assale chi non ha mai fatto ciclismo è: meglio comprare una bici nuova oppure cercarne una usata per la serie “se poi scopro che non mi piace almeno ho speso pochi soldi”?

Oggi si può comprare un ottimo usato o un discreto nuovo più o meno alla stessa cifra, quindi una volta deciso il budget è solo questione di capire se si vuole un mezzo migliore ma usato, oppure un nuovo dai componenti di qualità inferiore. Ciò che davvero importa nella scelta della bici è la misura del telaio, perché esattamente come abiti e scarpe, deve essere della taglia giusta. Se la misura è sbagliata, inizialmente ci si sente molto scomodi, alla lunga si va incontro a qualche infortunio. Capiamo il perché. Gli allenamenti in sella possono durare diverse ore. Affinché il ciclista possa avere una posizione aerodinamica sopportabile nel tempo è necessario che il peso del corpo sia correttamente ripartito su braccia, sedere (ossa ischiatiche) e piedi. Questi sono infatti i tre punti del corpo che poggiamo sulla bici. Se la geometria del telaio non è adeguata, il sovraccarico di una delle parti è inevitabile, con ovvie conseguenze in termini di dolori a collo, braccia, schiena, ginocchia, sedere, piedi o caviglie. Una volta comprata una bici della propria misura, sempre allo scopo di evitare problemi e infortuni, è necessario farsi “mettere in sella” dal ciclista di fiducia. A parità di altezza, infatti, ognuno di noi ha caratteristiche fisiche diverse. In base a queste, e in particolare all’altezza del cavallo (la distanza tra la terra e il punto di appoggio del sellino tra le gambe), del busto e delle braccia, è necessario calibrare sia l’altezza del manubrio, sia l’avanzamento e l’altezza del sellino. Se si decide di usare le scarpe con gli attacchi, è di fondamentale importanza farsele sistemare in modo che a spingere sui pedali siano i metatarsi e non altre parti del piede. Una volta predisposto il mezzo, non rimane altro che allenarsi con la consapevolezza che le prime uscite possono risultare fastidiose e demoralizzanti, per via di una posizione nuova e una tenuta fisica tutta da costruire. L’importante è insistere: più chilometri si percorrono, più le gambe si rafforzano!

Nel prossimo articolo parleremo dell’approccio alla corsa, seguiteci 😉

 

Antonio Loglisci > www.swim-fit.com