3 ragioni per portare tuo figlio in piscina

Fitness, Salute e Benessere
Scritto da: Marco Borreca at 14 Aprile '17 0
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Fin dalla tenera età dei tre mesi hai la possibilità di accedere alla piscina con il tuo bimbo facendogli iniziare un percorso costruttivo, ludico e formativo nel nuoto.

Questo sport è considerato da molti pediatri come il più completo in quanto garantisce un giusto sviluppo di muscoli e ossa, regola il metabolismo e aiuta il tuo piccolo a socializzare.

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Il consiglio in generale è quello di far praticare a tuo figlio uno sport, ma per permettere al suo corpo e alla sua mente di svilupparsi al meglio, la scelta migliore è quella di fargli svolgere un’attività in acqua.

Perché?

Ora ti spiego.

1. Combattere l’obesità e la sedentarietà

Uno dei problemi più comuni dei bambini di oggi fin da piccoli è il sovrappeso.

Stando a scuola e a casa chino sui libri o seduto davanti alla televisione, tuo figlio rischia di rallentare il metabolismo, ingrassando e influenzando negativamente il suo sviluppo.

Il rischio maggiore è quello di andare incontro poi in età avanzata a problemi di tipo cardiovascolare causati da un innalzamento della pressione e/o del colesterolo. (1)

Portare a nuotare il tuo bimbo 2-3 volte a settimana allontanerà questo tipo di inconveniente e gli insegnerà con gli anni a gestire meglio il suo tempo, permettendogli di studiare con maggiore concentrazione in minor tempo e di godersi al meglio il meritato riposo.

Ricordati però di non sovraccaricarlo: come noi adulti anche i bambini hanno delle batterie esauribili, quindi se tuo figlio è impegnato in altre attività extra scolastiche o altri sport il mio consiglio è quello di ridurre a due o una volta a settimana le sedute in acqua.

2. Conoscere meglio il proprio corpo

Fare nuoto da piccoli permette anche di sviluppare un bagaglio motorio con caratteristiche importanti che il tuo piccolo si porterà dietro per tutta la vita: capacità coordinative e di equilibrio in primis e capacità condizionali ovvero velocità, forza e resistenza poi. (2)

3. L’importanza di socializzare

È vero: il nuoto è uno sport individuale ma questo non esclude la possibilità di fare nuove amicizie.

Ti consiglio di affidare tuo figlio a un bravo istruttore che dia importanza al gruppo oltre che alla tecnica. Una persona empatica, di cui fidarsi e con cui tuo figlio possa trascorrere ore di svago oltre che di sforzo.

Nel mio percorso lavorativo ho allenato e visto crescere tanti piccoli campioni di vita e ho visto nascere in acqua e portare avanti anche “a terra” tante splendide amicizie.

Uno sport come il nuoto forma in toto una persona e la aiuta fin da subito a relazionarsi con il mondo esterno, con gli altri e con se stessa.

Uno sport che a mio giudizio ogni bambino dovrebbe provare e vivere per decidere poi se innamorarsene o conservare come una bella esperienza.

Un po’ di coccole, una buona merenda e al prossimo articolo!

 

Bibliografia
  • Medicina dello sport, università degli studi di Pavia, scienze motorie preventiva ed adattata.
  • Sviluppo della competenza acquatica; Randetti Roberto
Author

Scritto da:

Marco Borreca

Marco Borreca was born in Milan in 1985. After his competitive swimming career, he continued his sports studies graduating from the faculty of Preventive and Adaptive Motor Sciences in Pavia. He has been working as a swimming/ fitness instructor and rehabilitation expert at various sports centres since he was very young. He mainly focuses on using water for recovering motor skills in the case of sports injuries and disabilities. He currently works for a municipal sports centre as the Head of Fitness and also works for a private practice as a kinesiologist.

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